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Territori occidentali della Sardegna

5 giugno 2017 by giancarlo

La zona ad occidente della Sardegna, si affaccia verso la Spagna attraverso un ampio golfo, quello di Oristano. Il territorio è percorso dal fiume Tirso e caratterizzato dalla presenza di chilometri e chilometri di coste, nonché da un sistema di stagni e lagune.

Questo territorio è ricchissimo di siti archeologici, complessi nuragici, testimonianze di ogni epoca che si ritrovano nelle strutture architettoniche del capoluogo e dei centri più piccoli.

Le coste della penisola del Sinis, che termina con la guglia di Capo S. Marco, sono ancora allo stato naturale e così ampi tratti del litorale che vanno ad integrarsi con le numerose pinete e gli stagni circostanti, dimora dei fenicotteri rosa e di altre specie ornitologiche. Questi paesaggi sono ideali per attività turistiche a carattere sportivo ambientale da praticarsi a contatto con la natura incontaminata: trekking a piedi e a cavallo, mountain-bike, windsurf e surf da onda, attività da diporto, escursionismo.

Per i sub un vero paradiso è rappresentato dall’isola di Mal di Ventre, a 8 km circa dalla costa settentrionale della penisola del Sinis. Ha una superficie di 86 ettari coperta da una fitta macchia di lentisco, cisto e rosmarino. Offre al turista splendidi e pescosi fondali. Il forte vento di maestrale che la batte le fece attribuire il nome di Maluentu cambiato poi dai cartografi piemontesi. La costa ovest è una scogliera granitica che scoraggia i tentativi di approdo; la zona orientale è di più facile accesso, visto anche il susseguirsi di incantevoli piccole baie.

Come alternativa al mare, il massiccio vulcanico del Monte Arci, quasi 800m. di altezza e 25 km di lunghezza, si presta ad interessanti escursioni seppure un po’ difficoltose a causa dell’impervità di alcuni tratti rocciosi. Caratterizzato da due visibili piloni basaltici, noti come Trebina Longa e Trebina Lada, il Monte Arci è infatti ricco di ossidiana, una roccia nera e vetrosa che per le sue caratteristiche di durezza è stata utilizzata dai nostri antenati preistorici per fabbricare utensili da lavoro e da caccia. Ai piedi della montagna vi è una fitta macchia vegetativa, e salendo verso la cima la vegetazione si trasforma in bosco. In questa parte della Sardegna, forse poco conosciuta al resto del mondo, l’offerta di itinerari è comunque molto ampia; dal capoluogo fondato nell’XI secolo, a sud del fiume Tirso e a pochi km. dal mare, ai centri dell’interno, sino ai paesi sul Golfo: Marina di Torre grande, San Giovanni di Sinis, sull’omonima penisola, e un ‘antica città fenicia di Tharros che appartengono al territorio di Cabras. La penisola del Sinis, oltre ad essere un’oasi del WWF, è importante a livello internazionale perché rappresenta una delle aree umide dove nidificano specie rare e protette, quali l’airone, il cavaliere d’Italia ed i fenicotteri rosa. Inoltre la sua costa è percorsa dalle belle spiagge di Porto Sueddas e Is Aruttas, caratteristiche per la loro sabbia composta di granelli di quarzo.

Il paese di San Giovanni di Sinis, un tempo costituito solamente da capanne di falasco, un’erba palustre, oggi ospita una serie di numerose ville. Alla periferia dell’abitato si può ammirare la chiesa paleocristiana di San Giovanni e visitare la Torre omonima fatta erigere da Filippo II di Spagna tra il 1580 e il 1610 come protezione dalle incursioni dei pirati saraceni. Se poi ci si sposta a sud e si supera la curiosa guglia di Capo Frasca si arriva alla bella spiaggia di arena rossastra di Torre dei Corsari, dove un enorme distesa di mare aperto consente ai venti di disegnare in modo del tutto naturale alte dune sabbiose.

La natura alle opposte estremità del golfo ha creato due stagni pescosi disposti quasi in armonica simmetria: quello dove si affaccia il villaggio dei pescatori di Marceddì e quello di Cabras. Spostandosi verso l’interno incontriamo prima Arborea, poi sulla S.S. 131, Mogoro, dedita all’artigianato, e Sardara, centro termale. A nord si trova il paese di Fordongianus dove il turista può visitare le antiche terme romane. Altro centro meritevole è Laconi, un ridente paese di collina, meta di escursioni e di soggiorno estivo ed autunnale.