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Territori nord-occidentali della Sardegna

5 giugno 2017 by giancarlo

L’area Nord occidentale della Sardegna, con capoluogo Sassari, è di rilevante interesse paesaggistico e dalla forte impronta agropastorale.  Il turismo è la punta di diamante della zona e vede nella città di Alghero la sua gemma più importante.  Ad eccezione del turismo, praticato durante 10 mesi all’anno, da marzo a dicembre, tutta l’area ha una forte impronta agro-pastorale, con splendidi panorami, dominati da rilievi d’origine vulcanica, ampi tratti pianeggianti, scarse foreste che interrompono le grandi distese di pascoli.

La cucina tradizionale è fatta di paste caserecce, di vini forti e generosi, e di pani di grande sapore come le “spianate”, di dolci famosi come i “sospiri di Ozieri”, le deliziose palline di pasta di mandorle con sentore di agrumi, o il torrone di noci o di mandorle non tostate di Pattada.
Dai pascoli del Logudoro proviene una grande scelta di tipi di formaggi, dai pecorini a pasta molle a quelli stagionati sia da tavola che da grattugia, il più famoso dei quali è sicuramente il “pecorino romano”.
“Barceloneta”, è invece il nome con cui Alghero è chiamata affettuosamente dai catalani. Con il suo mare, la sua storia e la sua gente è stata la prima capitale del turismo sin dalla fine dell’800 ed ancora oggi rappresenta in Sardegna la città con maggiori tradizioni d’ospitalità  e d’elevata potenzialità turistica.  Le coste che contornano la città si estendono per quasi 80 km, in un alternarsi di quadri ambientali fatti di spettacolari litorali rocciosi e di spiagge di sabbia finissima.
Verso Nord, immediatamente dopo il nuovo porto turistico, si sviluppa la spiaggia di San Giovanni Lido, lunga circa 6 km, in parte caratterizzata da dune naturali e da una ricca vegetazione arborea a pini e ginepri.

La parte più settentrionale di questo litorale sabbioso è delimitato  dallo stagno del Calich, importante per le numerose specie botaniche e faunistiche presenti.

La costa è un rapido susseguirsi di scenari marini e di terre rosse, ma anche di vigneti bassi e riparati dalla salsedine del vento di Maestrale.
Superato il ponte romano sul Calich, verso nord si trovano le spiagge delle Bombarde e del Lazzaretto fino a Maristella e a Porto Conte. Questa rada cantata dai Romani (Portus Ninpharum) per la sua bellezza, è delimitata a sud dalla Punta del Giglio e a Nord dal promontorio di Capo Caccia (Caput Hermeum), estremo lembo occidentale della Sardegna.

Quest’ultimo è caratterizzato da un sistema d’alte falesie calcaree a picco sul mare che con Punta Cristallo (326 m.s.l.m.) raggiunge la sua massima altezza e regala panorami da mozzare il fiato!.
La parte sottomarina è caratterizzata da numerose grotte, che per la loro ricchezza di forme viventi di colori variopinti, è un autentico paradiso per gli amanti della fotografia subacquea. Lì in acque calme e cristalline cresce, assieme ad una flora e ad una fauna coloratissima, il Corallo rosso vero simbolo della storia e dell’economia algherese.
Infatti, esso campeggia nello stemma della città dal XIV secolo ed ancora oggi viene lavorato nei laboratori degli artigiani orafi della città vecchia.

La Grotta di Nettuno, che ad Alghero richiama ogni anno più di 150 mila visitatori di varie nazionalità ha uno sviluppo totale di 2.500 metri, con numerose sale, ampie gallerie, limpidi laghetti, profondi pozzi, angusti cunicoli che la rendono molto complessa.

Un altro interessante punto d’interesse storico è la Necropoli di Anghelu Ruiu,un complesso tombale prenuragico situato a 10 km da Alghero sulla strada dei Due Mari per Porto Torres.

La Reggia nuragica di Santu Antine (Torralba), è un nuraghe-fortezza a pianta complessa trilobata ed è uno degli esempi più imponenti di megalitismo ciclopico in Sardegna. Si arriva dalla Statale 131 Bis per Ittiri-Thiesi fino alla Superstrada 131 – Strada in direzione di Bono – Bivio per Santu Antine a 1 km. dalla Superstrada.
Il Villaggio – santuario e pozzo sacro Santa Cristina (Paulilatino) è formato da abitazioni per gli addetti al culto, da un recinto per le feste, dalla capanna per le riunioni, da un mercato adiacente al pozzo sacro e da un nuraghe attiguo ad un aggregato di capanne; si arriva dalla Provinciale panoramica per Bosa – 129 Bis per Macomer – Superstrada 131 in direzione di Cagliari – Bivio per Santa Cristina dopo 20 km. sulla superstrada.