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Adempimenti Fiscali per le Case Vacanza

16 December 2020 by clicksardegna

La nostra garanzia

adempimenti fiscali

ClickSardegna offre la garanzia prenotazione sicura con una tariffa rivoluzionaria che comprende prestazioni e garanzie assicurative

L’affitto di una casa vacanze è una soluzione sempre più gradita da parte dei vacanzieri.

Chi possiede una seconda abitazione o sta per mettere a segno un investimento immobiliare, ha davanti a sé buone prospettive se decide di metterlo a reddito.

Bastano pochi accorgimenti e si è pronti per affittare la propria casa in Sardegna.

Quando si è proprietari di una villa, una casa, o un appartamento inutilizzato, invece che pensare al classico contratto di locazione, è possibile adibire tali immobili a strutture ricettive extralberghiere per accogliere viaggiatori occasionali e turisti.

Una sorta di soggiorno gestito in forma non professionale che sfrutta la formula dell’affitto breve e si pone come valida, e più economica, alternativa al tradizionale pernottamento negli hotel.

Per quanto riguarda l’apertura della partiva IVA, sarà necessaria solo nel caso in cui si decida di gestire la casa vacanze in forma imprenditoriale, ovvero in maniera continuativa come una vera e propria attività di impresa. In questo caso, il proprietario è considerato un imprenditore a tutti gli effetti e dovrà iscrivere la propria attività al Registro delle Imprese, richiedere l’autorizzazione al Comune di residenza e sottostare ad una serie di controlli atti a verificare l’idoneità della struttura e il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, nonché in materia di pubblica sicurezza e Fisco.

Siccome la normativa che disciplina la locazione di una casa vacanze spetta alle singole Regioni, è opportuno rivolgersi alla propria Regione di residenza per evitare spiacevoli situazioni a causa di inaspettate variazioni della legge in materia.

Nella gestione di una casa vacanze non imprenditoriale ciò che fa testo sono questi due fondamentali requisiti:

  • l’attività di affitto deve essere esercitata in una forma occasionale e saltuaria;
  • lo stesso proprietario non può possedere più di 3 unità abitative situate all’interno del medesimo Comune.

Una volta rispettate le suddette condizioni la gestione della casa vacanze è alquanto semplice visto che il proprietario non dovrà attenersi a particolari adempimenti e iter burocratici. Non servirà la partita IVA e ci si limiterà a rilasciare all’ospite una normale ricevuta con indicato il corrispettivo pattuito. Nel caso in cui la cifra superi i 77,47 euro sarà necessario applicare una marca da bollo da 2 euro.

Normativa

Le risposte a tutte le domande in merito alla normativa fiscale delle Case vacanze

Cos'è una casa vacanza

Mai come in questo frangente, il termine offre già una chiara indicazione del suo significato. Nella breve definizione di “casa vacanze” è racchiusa la semplice spiegazione di quello che, effettivamente, rappresenti, ovvero un immobile che il proprietario decide di adibire a struttura ricettiva per accogliere uno o più ospiti in determinate stagioni dell’anno.

La maggior concentrazione di tali strutture la troviamo, ovviamente, nelle località turistiche più famose: siano esse città di mare che paesini di montagna. Ma il fenomeno si è così sviluppato che oggigiorno sono disponibili strutture di questo genere praticamente ovunque; oltre alle grandi metropoli e città d’arte, è possibile affittare temporaneamente appartamenti anche in piccoli paesini vicino alle attrazioni caratteristiche e, addirittura, in località che nulla hanno a che fare col turismo…

Tutto ciò consente alle persone di viaggiare con la massima comodità e offre a tutti la possibilità di visitare bellezze naturali, monumenti, musei ma anche partecipare a manifestazioni ed eventi come i mercatini natalizi, il carnevale, concerti, mostre e quant’altro, alloggiando in appartamenti privati, in alternativa ai tradizionali alberghi anche per i viaggi d’affari, a prezzi decisamente più bassi.

E’ comunque necessario sottolineare che uno degli aspetti di primaria importanza affinché una casa vacanze abbia successo e risulti appetibile, rimane la sua ubicazione: più la zona è prestigiosa e visitata e maggiori saranno le richieste dei viaggiatori. Scrivo un ovvietà ma è chiaro che sia molto più facile affittare una casa vacanze in una grande città come Roma, Firenze o Milano piuttosto che ad Isernia (non me ne vogliano i molisani).

Come funziona una Casa Vacanze

Abbiamo già brevemente accennato a come una casa vacanze possa essere gestita da un privato con il solo scopo di avere un’entrata supplementare, oppure attraverso la costituzione di una vera e propria attività imprenditoriale. Spesso, chi decide di sfruttare un’abitazione a scopo ricettivo non sa bene come comportarsi ed è pervaso da innumerevoli dubbi, fra questi, il più ricorrente è la decisione di aprire o meno una partita IVA per la gestione dei ricavi. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Partiamo dall’articolo 53 del Codice del Turismo che da una definizione sommaria di casa vacanze: la casa vacanze è una proprietà immobiliare (solitamente un appartamento, una villa, una casa o una porzione dell’abitazione), che il titolare decide di affittare a turisti. La cosiddetta “locazione breve” può andare dal weekend, fino ad un massimo di 30 giorni e, in questi casi, non è neppure necessario stipulare un contratto scritto, cosa obbligatoria se il soggiorno supera questo termine. Superati i 30 giorni infatti, il proprietario, oltre a sottoscrivere un regolare contratto, dovrà registrarlo presso l’Agenzia delle Entrate pagando la relativa imposta di registro.

Per quanto riguarda l’apertura della partiva IVA, sarà necessaria solo nel caso in cui si decida di gestire la casa vacanze in forma imprenditoriale, ovvero in maniera continuativa come una vera e propria attività di impresa. In questo caso, il proprietario è considerato un imprenditore a tutti gli effetti e dovrà iscrivere la propria attività al Registro delle Imprese, richiedere l’autorizzazione al Comune di residenza e sottostare ad una serie di controlli atti a verificare l’idoneità della struttura e il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, nonché in materia di pubblica sicurezza e Fisco.

Siccome la normativa che disciplina la locazione di una casa vacanze spetta alle singole Regioni, è opportuno rivolgersi alla propria Regione di residenza per evitare spiacevoli situazioni a causa di inaspettate variazioni della legge in materia.

Nella gestione di una casa vacanze non imprenditoriale ciò che fa testo sono questi due fondamentali requisiti:

  • l’attività di affitto deve essere esercitata in una forma occasionale e saltuaria;
  • lo stesso proprietario non può possedere più di 3 unità abitative situate all’interno del medesimo Comune.

Una volta rispettate le suddette condizioni la gestione della casa vacanze è alquanto semplice visto che il proprietario non dovrà attenersi a particolari adempimenti e iter burocratici. Non servirà la partita IVA e ci si limiterà a rilasciare all’ospite una normale ricevuta con indicato il corrispettivo pattuito. Nel caso in cui la cifra superi i 77,47 euro sarà necessario applicare una marca da bollo da 2 euro

Casa vacanze, Bed & Breakfast e affittacamere: le differenze

Quando si parla di casa vacanze, spesso si tende a confonderla con altre strutture ricettive che hanno la medesima finalità, ovvero quella di offrire un soggiorno ad uno o più ospiti in cambio di un corrispettivo in denaro. In particolare, è molto sottile la differenza che passa tra “case vacanza“, “Bed and Breakfast“,  e “affittacamere“. Sono tre realtà molto simili ma con sostanziali differenze nella forma e nei contenuti che di seguito elencherò.

Basta tradurre il termine anglosassone Bed & Breakfast per comprendere quali siano le peculiarità di questa tipologia di struttura ricettiva. Nella nostra lingua potremmo tradurlo come “letto e colazione” che pur non suonando bene come nella lingua inglese, decisamente più armoniosa, rende subito l’idea di quello che questo genere di sistemazioni possono offrire:

  • una camera per dormire;
  • la prima colazione.

La legge stabilisce che un B&B sia un servizio proposto da coloro i quali vivono nella stessa abitazione messa a disposizione per i viaggiatori, concedendo, saltuariamente, una o più stanze. Ci sono poi, tutta una serie di requisiti da rispettare che riguardano:

  • il periodo di inattività di almeno sessanta giorni all’anno non consecutivi;
  • il servizio che deve essere svolto con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali;
  • un massimo tre camere;
  • non più di sei posti letto;
  • il servizio di gestione e prima colazione che dovrebbe avvalersi solo dell’opera dei membri della famiglia.

Ad oggi è una delle strutture ricettive organizzate in modo non imprenditoriale più conosciute al mondo ed ampiamente diffusa anche nel nostro Paese.

Anche “affittacamere” è un termine quanto mai esplicito sta ad indicare quelle strutture composte, semplicemente, da camere destinate ad alloggiare gli ospiti.

La normativa in materia considera questo tipo di attività di natura imprenditoriale (salvo rare eccezioni in alcune regioni), quindi svolta in maniera continuativa e organizzata. Ad esempio, con il desueto termine di locanda si identifica l’attività di affittacamere all’interno dello stesso stabile dov’è presente un ristorante.

Le camere possono essere al massimo sei, e dovranno essere ubicate in non più di due appartamenti all’interno della medesimo stabile, avere un adeguato arredamento e, ognuna, un ingresso autonomo. Col l’attività di affittacamere sarà possibile fornire al turista: l’alloggio ed, eventualmente, altri servizi complementari come la somministrazione di cibo e bevande, a seconda delle normative regionali in materia, (in Umbria, ad esempio, è tassativamente vietata), il cambio della biancheria, e il servizio di pulizia periodica della camera.

La casa vacanze è, invece, una normale abitazione, un appartamento o una porzione di casa arredata e lasciata a completa disposizione dell’affittuario. Non ci sono limiti di camereposti letto e particolari restrizioni; l’ospite può decidere di cucinare, lavare la biancheria e fare tutta una serie di operazioni come fosse a casa propria, naturalmente, sempre rispettando eventuali regole interne stabilite dal proprietario. Fondamentalmente non si tratta di un’attività d’impresa e non vengono offerti i servizi complementari tipici degli alberghi.

Come aprire una Casa Vacanze

Soffermiamoci adesso sugli adempimenti burocratici necessari al proprietario di un immobile che vuole adibire la proprietà a “casa vacanze“.

Innanzitutto chiariamo nuovamente il concetto fondamentale che tale attività può essere esercitata in due forme:

  • imprenditoriale: risulta organizzata, svolta con continuità e richiede, tra le altre cose, l’apertura della partita IVA;
  • non imprenditoriale: l’attività rispetta una condizione di occasionalità, viene esercitata in modo non continuativo nel tempo e non necessita di alcuna partita IVA.

Successivamente vedremo, nel dettaglio, la procedura specifica per l’apertura e gestione di una casa vacanze in modo professionale. Tuttavia, indipendentemente se l’attività sia imprenditoriale o meno, ci sono due obblighi che chiunque voglia gestire questo tipo di struttura deve rispettare e precisamente:

  • far accreditare l’immobile alla Questura: il titolare deve effettuare una comunicazione alla Questura territorialmente di competenza in modo che le autorità provvedano a registrare l’abitazione come struttura ricettiva. L’operazione può essere effettuata, molto semplicemente, online sul sito della Questura oppure recandosi di persona in commissariato;
  • Segnalare la presenza degli ospiti: ogni qual volta nella casa vacanze arriverà un ospite, sarà compito del proprietario/gestore richiedere un documento di identità, accertarsi della sua validità e procedere alla compilazione della Schedina Alloggiati sul sito della Polizia di Statocon i dati del visitatore e comunicandone alla questura le generalità. L’operazione deve essere compiuta entro le 24 ore successive al suo arrivo (il giorno stesso qualora l’ospite risieda una sola notte) e per via telematica sul Portale Alloggiati Web. Il modulo dovrà essere inviato, in qualsiasi caso, sia per cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari. Per poter accedere al servizio è necessario richiedere l’abilitazione in Questura ottenendo le credenziali personali.

In caso di mancata segnalazione degli ospiti, la legge può prevedere una pena detentiva fino a 3 mesi, e una multa che può arrivare ad un massimo di 206 euro a cui aggiungere la sospensione temporanea dell’attività.

In alcuni casi specifici, il proprietario è obbligato ad inviare alla Questura anche una seconda comunicazione, ovvero la comunicazione di cessione di fabbricato qualora alloggino nella propria struttura:

  • cittadini comunitari per un periodo superiore ai 30 giorni;
  • cittadini extracomunitari indipendentemente dalla durata del soggiorno.

La legge 431/1998 e, in particolare, l’articolo 1 lettera c, stabilisce le norme di carattere generale per la locazione turistica a livello nazionale. Quindi, in qualsiasi Regione è necessario attenersi agli obblighi riguardanti la registrazione della struttura in Questura e la compilazione della Scheda AlloggiatiWeb per tutti gli ospiti, esattamente come abbiamo descritto qui sopra.

Ciò nonostante, la Corte Costituzionale ha decretato (sentenza n.80/2012) che la disciplina in materia di strutture ricettive a scopo turistico debba essere a carico delle singole Regioni. La diretta conseguenza e che ci sono una serie di regolamenti, regionali, che possono prevedere specifiche normative che si discostano per alcuni punti dalla direttiva nazionale ed è bene consultarle prima di procedere all’affitto di una casa vacanze.

Sempre in tal senso, i comuni prevedono una tassa di soggiorno che dovrà essere applicata alla tariffa e il cui importo varia a seconda di quanto stabilito da ogni regolamento regionale e comunale.

La legge, infine, non prevede alcun contratto scritto per gli affitti brevi di durata inferiore ai 30 giorni. Tuttavia, è consigliabile provvedere a stipulare, in ogni caso, un contrattino anche per soggiorni di breve durata, anche solo per un weekend, per avere una sorta di tutela in caso di eventuali controversie.

Comunicazione di Cessione di Fabbricato

Soffermiamoci adesso sugli adempimenti burocratici necessari al proprietario di un immobile che vuole adibire la proprietà a “casa vacanze“.

Innanzitutto chiariamo nuovamente il concetto fondamentale che tale attività può essere esercitata in due forme:

  • imprenditoriale: risulta organizzata, svolta con continuità e richiede, tra le altre cose, l’apertura della partita IVA;
  • non imprenditoriale: l’attività rispetta una condizione di occasionalità, viene esercitata in modo non continuativo nel tempo e non necessita di alcuna partita IVA.

Successivamente vedremo, nel dettaglio, la procedura specifica per l’apertura e gestione di una casa vacanze in modo professionale. Tuttavia, indipendentemente se l’attività sia imprenditoriale o meno, ci sono due obblighi che chiunque voglia gestire questo tipo di struttura deve rispettare e precisamente:

  • far accreditare l’immobile alla Questura: il titolare deve effettuare una comunicazione alla Questura territorialmente di competenza in modo che le autorità provvedano a registrare l’abitazione come struttura ricettiva. L’operazione può essere effettuata, molto semplicemente, online sul sito della Questura oppure recandosi di persona in commissariato;
  • Segnalare la presenza degli ospiti: ogni qual volta nella casa vacanze arriverà un ospite, sarà compito del proprietario/gestore richiedere un documento di identità, accertarsi della sua validità e procedere alla compilazione della Schedina Alloggiati sul sito della Polizia di Statocon i dati del visitatore e comunicandone alla questura le generalità. L’operazione deve essere compiuta entro le 24 ore successive al suo arrivo (il giorno stesso qualora l’ospite risieda una sola notte) e per via telematica sul Portale Alloggiati Web. Il modulo dovrà essere inviato, in qualsiasi caso, sia per cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari. Per poter accedere al servizio è necessario richiedere l’abilitazione in Questura ottenendo le credenziali personali.

In caso di mancata segnalazione degli ospiti, la legge può prevedere una pena detentiva fino a 3 mesi, e una multa che può arrivare ad un massimo di 206 euro a cui aggiungere la sospensione temporanea dell’attività.

In alcuni casi specifici, il proprietario è obbligato ad inviare alla Questura anche una seconda comunicazione, ovvero la comunicazione di cessione di fabbricato qualora alloggino nella propria struttura:

  • cittadini comunitari per un periodo superiore ai 30 giorni;
  • cittadini extracomunitari indipendentemente dalla durata del soggiorno.

La legge 431/1998 e, in particolare, l’articolo 1 lettera c, stabilisce le norme di carattere generale per la locazione turistica a livello nazionale. Quindi, in qualsiasi Regione è necessario attenersi agli obblighi riguardanti la registrazione della struttura in Questura e la compilazione della Scheda AlloggiatiWeb per tutti gli ospiti, esattamente come abbiamo descritto qui sopra.

Ciò nonostante, la Corte Costituzionale ha decretato (sentenza n.80/2012) che la disciplina in materia di strutture ricettive a scopo turistico debba essere a carico delle singole Regioni. La diretta conseguenza e che ci sono una serie di regolamenti, regionali, che possono prevedere specifiche normative che si discostano per alcuni punti dalla direttiva nazionale ed è bene consultarle prima di procedere all’affitto di una casa vacanze.

Sempre in tal senso, i comuni prevedono una tassa di soggiorno che dovrà essere applicata alla tariffa e il cui importo varia a seconda di quanto stabilito da ogni regolamento regionale e comunale.

La legge, infine, non prevede alcun contratto scritto per gli affitti brevi di durata inferiore ai 30 giorni. Tuttavia, è consigliabile provvedere a stipulare, in ogni caso, un contrattino anche per soggiorni di breve durata, anche solo per un weekend, per avere una sorta di tutela in caso di eventuali controversie.

Adempimenti fiscali casa vacanze

Per quanto concerne gli aspetti fiscali, chi decide di aprire una casa vacanze non deve sottostare a particolari oneri e burocrazia. Come abbiamo visto, non è nemmeno necessario stipulare un contratto di locazione se il soggiorno è inferiore ai 30 giorni. Trattandosi di strutture prettamente rivolte alla ricettività turistica, la durata dell’affitto è, quasi sempre, breve e, difficilmente, supera il mese. In caso contrario si dovrà procedere alla stesura di un contratto scritto e che dovrà essere, successivamente, depositato presso l’Agenzia delle Entrate, con versamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

Ad ogni pagamento ricevuto il proprietario dovrà rilasciare una ricevuta fiscale e applicare una marca da bollo da 2 euro se la cifra supera i 77,47 euro. Naturalmente, tutti i ricavi conseguiti per l’affitto della casa vacanze dovranno essere inseriti nella dichiarazione fiscale tra i redditi occasionali e documentati con le relative ricevute emesse.

Gestione Casa Vacanze in forma imprenditoriale

Fino ad ora abbiamo parlato dell’argomento soffermandoci in modo particolare sulle case vacanze gestite in modo non professionale. In questi casi, il proprietario si limita a concedere in affitto l’immobile in maniera del tutto occasionale ai turisti che ne fanno richiesta. Qualora la locazione della struttura ricettiva dovesse, invece, assumere la connotazione di un’attività sistematica, ecco che la legge la considererebbe come una vera e propria attività di impresa assoggettandola alla normativa che disciplina le realtà aziendali.

Per prima cosa, è opportuno sottolineare come la regolamentazione in merito sia a carico di regioni e comuni e ci potrebbero, ovviamente, essere anche sostanziali differenze in base alla Regione di residenza. Quindi, partendo dalla costituzione dell’attività e per la sua gestione, sarà fondamentale richiedere tutte le informazioni agli uffici competenti evitando così di trovarsi in situazioni poco piacevoli.

Basti pensare alla definizione che il codice civile dà della figura dell’imprenditore per capire quando si è obbligati a virare verso la soluzione della casa vacanze professionale. Secondo il Codice Civile, infatti: “l’imprenditore è colui che esercita in modo professionale un’attività economica, ossia organizzata al fine di produrre o scambiare beni e servizi“.

Per dirla in parole ancor più semplici significa che, già solo quando viene a mancare il requisito dell’occasionalità, l’attività economica viene considerata abituale poiché svolta in maniera continuativa ed obbliga alla costituzione di un’impresa con tutto quel che ne consegue.

Ci sono però altri fattori che possono far scattare la forma imprenditoriale:

  • il numero degli immobili a disposizione: se il soggetto gestisce 3 o più strutture immobiliari all’interno dello stesso Comune, l’attività è ritenuta imprenditoriale;
  • la durata delle locazioni: per rimanere nell’abito dell’attività non professionale, l’ospite deve soggiornare per un periodo non superiore ai 3 mesi;

Gestendo l’affitto di una casa vacanze come un’impresa il proprietario sarà tenuto a:

  • aprire partita IVA;
  • effettuare la registrazione presso il Registro delle Imprese della Regione di residenza;
  • richiedere l’autorizzazione al Comune di residenza mediante invio della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A);
  • comunicare al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) l’inizio dell’attività e l’eventuale sospensione o termine definitivo della stessa;
  • accreditare l’immobile presso la Questura. Un’operazione che può essere effettuata anche online e consiste in una semplice comunicazione all’ufficio territorialmente competente per registrare l’abitazione come struttura ricettiva;
  • comunicare alle autorità competenti per il territorio, i flussi turistici;
  • rispettare i requisiti strutturali e igienico-sanitari;
  • inviare la comunicazione del listino prezzi all’autorità competente;
  • pubblicare il listino prezzi nella lista di riferimento;
  • segnalare alla Questura la presenza degli ospiti. Entro 24 ore dall’arrivo di un ospite, oppure lo stesso giorno se si tratta di un solo pernottamento, il proprietario è obbligato ad inviare le generalità attraverso il portale online AlloggiatiWeb(è necessario richiedere precedentemente le credenziali personali per averne l’accesso);
  • stipulare il contratto d’affitto se il soggiorno è superiore ai 30 giorni. In questo caso, vige l’obbligo del contratto scritto di locazione e registrazione presso l’Agenzia delle Entrate con Modulo RLI;
  • rilasciare regolare fattura a seguito di ogni pagamento ricevuto;
  • dichiarare i redditi utilizzando il Modello Unico per redditi da locazione come impresa.

I costi per aprire una Casa Vacanze

Aprire una casa vacanze è, senza dubbio, un’ottima soluzione per arrotondare lo stipendio ed incrementare le entrate familiari. Poter sfruttare un bene in possesso, spesso trascurato e lasciato in disuso, per ottenere un guadagno supplementare è un fattore decisamente positivo. In realtà però, non sono tutte rose e fiori come potrebbe sembrare perchè ci sono alcune problematiche delle quali è necessario tener conto.

Una casa vacanze comporta una serie di spese di natura ordinaria e straordinaria che sono completamente a carico del proprietario. Di conseguenza se, ad esempio, la caldaia si rompe, il condizionatore smette di funzionare, l’impianto idraulico o elettrico ha un guasto, i costi per interventi e riparazioni spettano al titolare dell’immobile e, soprattutto, sarà necessario effettuare le manutenzioni velocemente per far fronte alle prenotazioni previste o, addirittura, già in corso.

Nel caso in cui si possa dimostrare che il problema è stato causato dagli ospiti, sarà possibile chiedere un risarcimento danni, tuttavia non sono situazioni facili da gestire e, soprattutto, molto dipenderà dall’entità del danno e dall’effettivo grado di responsabilità dell’ospite.

Trattandosi di strutture concesse con la formula dell’affitto breve, saranno a debito del proprietario anche tutte le spese ordinarie (la linea internet, la fornitura di luce e gas, il riscaldamento, ecc.). Al termine di ogni soggiorno, tra le altre cose, si dovrà procedere alla completa pulizia dell’appartamento prima di concederlo in locazione a nuovi ospiti. Senza contare che tra una locazione e l’altra non è inusuale che spuntino  dei piccoli danni qua e la, che è fondamentale riparare prontamente per rendere la struttura sempre accogliente.

Altro aspetto da non trascurare riguarda l’eventualità in cui il contratto debba essere registrato: incombenza che sarà a carico del proprietario così come il relativo versamento dell’imposta di registro e di bollo, nonché i costi per la comunicazione di cessione del fabbricato.

Infine per ultimo, ma non per questo da sottovalutare, c’è il costo di un’eventuale polizza assicurativa che spesso il proprietario decide di stipulare per mettersi al riparo in caso di danni arrecati alla struttura dell’immobile e all’arredamento.ma

Polizza Assicurativa per la Casa Vacanze

Aumenta costantemente il numero dei vacanzieri che decidono di trascorrere le ferie prendendo in affitto una casa vacanza. Si tratta, infatti, di una soluzione molto gettonata da famiglie e coppie che vogliono spuntare prezzi convenienti, senza rinunciare al relax, nonché da coloro che posseggono una o più case libere in luoghi di villeggiatura. La casa vacanze, inoltre, offre anche una certa riservatezza e tanta comodità, dato che gli ospiti si ritrovano a soggiornare all’interno di appartamenti indipendenti e completamente serviti. 

Tuttavia, quando si decide di prenotare una casa vacanza non basta solo concordare il numero degli ospiti e la durata del soggiorno. Infatti, è sempre opportuno, ma in alcuni casi obbligatorio, stipulare un’assicurazione casa vacanza. In genere, chi affitta in modo saltuario non stipula alcuna polizza, esponendosi a seri rischi, mentre chi mette in locazione case vacanze in maniera imprenditoriale è obbligato alla sottoscrizione della relativa assicurazione.

La polizza per casa vacanza, nasce per tutelare l’interesse di entrambe le parti, ovvero i titolari delle strutture ricettive e degli ospiti. Per cui, anche su coloro che non grava alcun obbligo, è sempre conveniente sottoscrivere un’assicurazione casa vacanze. La polizza viene regolata dal Dlgs 79/2011 e dalle norme giuridiche regionali. Riguarda le strutture ricettive diverse dagli alberghi, per cui non si riferisce solo alle case vacanze, ma anche a chi affitta camere o a chi possiede un bed & breakfast. Con l’assicurazione casa vacanza il proprietario della struttura, così come i vacanzieri, saranno protetti da tutti i possibili eventi spiacevoli e problemi che possono insorgere durante la permanenza nell’immobile. Si tratta di un contratto che, in modo non dissimile da quello che viene sottoscritto dalle strutture alberghiere, copre i danni che conseguono dalla responsabilità civile verso i clienti e allo stesso tempo protegge la struttura ricettiva e i terzi. Questo contratto può essere standard oppure personalizzato con clausole aggiuntive per ottenere un grado di protezione ancora più elevato.

Cosa copre la Polizza Casa Vacanze

Sottoscrivere una polizza assicurativa per le strutture ricettive diverse da quelle alberghiere, quali appunto le case vacanze, affittacamere e b&b non è solo un obbligo di legge in quasi tutte le regioni d’Italia, ma una soluzione che protegge i proprietari, gli ospiti e terzi durante la durata del soggiorno. Una polizza casa vacanze deve essere completa, ovvero tutelare ad ampio raggio. Nel sottoscrivere il contratto, infatti, è importante verificare che la copertura si riferisca non solo ai danni che possono subire i vacanzieri, ma anche quelli alla struttura e che dalla sua conduzione derivano a i terzi. Pertanto, l’assicurazione coprirà i danni che i clienti possono provocarsi o provocare a terzi all’interno della casa. Si pensi, ad esempio, ai traumi fisici derivanti da cadute, infortuni all’interno dei servizi igienici, scivoloni per pavimenti bagnati oppure a causa di oggetti fuori posto. Per quanto riguarda la protezione della struttura, la polizza coprirà i danni che ricadono sull’immobile come, ad esempio, danneggiamenti di varia natura, fino all’allagamento o all’incendio. Tutte queste situazioni comporto costi tutt’altro che modesti.

Quindi, l’assicurazione casa vacanze diventa una necessità per ospitare in maniera serena e per proteggere le persone e la propria attività, sia questa imprenditoriale o saltuaria. In base alla compagnia assicurativa prescelta è possibile modulare il contratto e personalizzare il tipo di polizza. Infatti, oltre alla responsabilità civile, esiste la facoltà d’includere anche altre tipologie di clausole contrattuali, in modo da poter contare su una tutela ancora più ampia e completa. A questo proposito, numerose compagnie prevedono, in aggiunta alla responsabilità civile, la copertura contro l’occlusione delle condutture idriche e degli scarichi, sovente oggetto di danneggiamenti. Inoltre, esiste anche la copertura contro guasti all’impianto elettrico, furto di suppellettili e mobilio, contro danni climatici, atti vandalici e molto altro. Le varie gamme di coperture assicurative si possono combinare fra loro, per offrire livelli di protezioni adatti a ogni specifica esigenza.